Sto male nel senso che non sto bene.
Non riesco a stare un giorno da sola senza crisi.
Che assurdità. Ho sempre difeso a spada tratta la mia indipendenza e
adesso salta fuori che non riesco piu' a stare da sola.
Non riesco piu' a stare bene.
Da quant'è che va avanti tutto questo? Da troppo.
Ho paura.
Sento la crepa dentro di me sanguinare e poi allargarsi,
come la cicatrice che continuo a sfondare coi denti fino a farla riaprire.
Non mi amo e nemmeno mi voglio bene.
It was me, waiting for me, Hoping for something more, Me, seeing me this time, hoping for something else.
domenica 26 agosto 2012
venerdì 24 agosto 2012
Briciole
Non so se sono scappata a Mantova per il festival del film
oppure, in fondo, per la sbrisolona.
Non che io sia un'amante delle torte, sia chiaro,
ma è un po' come se fossimo fatte della stessa pasta.
Se la tagli, anche se la forma la decide lei, la fetta resta comunque compatta.
Ma quando cerchi di sollervarla con delicatezza,
lì a mezz'aria oppure nel piatto, si sfalda in mille pezzi.
Ecco, proprio così. Come piccole briciole polverose.
sabato 18 agosto 2012
La fame sono io.
Per fame intendo quel buco spaventoso di tutto l'essere,
quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione
non tanto all'utopica pienezza quanto alla semplice
realtà :
là dove non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa.
quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione
non tanto all'utopica pienezza quanto alla semplice
realtà :
là dove non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa.
martedì 14 agosto 2012
L'insostenibile leggerezza dell'essere.
Vomitare sangue e smettere di respirare.
Non riesco piu'.
Prima mangiavo solo per il desiderio di andare in bagno e graffiarmi la gola.
Adesso voglio solo riempirmi.
Ho lasciato chiudere lo stomaco abbastanza da sentirlo tirare con poco,
lasciandomi cadere sul letto in preda ai crampi, quasi me lo stessero strappando.
Sfondata.
Imploderò, impazzirò.
Di questo vuoto incolmabile. Esploderò.
Non riesco piu'.
Prima mangiavo solo per il desiderio di andare in bagno e graffiarmi la gola.
Adesso voglio solo riempirmi.
Ho lasciato chiudere lo stomaco abbastanza da sentirlo tirare con poco,
lasciandomi cadere sul letto in preda ai crampi, quasi me lo stessero strappando.
Sfondata.
Imploderò, impazzirò.
Di questo vuoto incolmabile. Esploderò.
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